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domenica 3 dicembre 2017

International SOTG Day - A state of Mindfulness

Players must know the rules; be fair-minded and truthful; explain their viewpoint clearly and briefly; and allow opponents a reasonable chance to speak and resolve disputes as quickly as possible, using respectful language.*

Questi sono i capisaldi del concetto di Spirito del Gioco. Il concetto di Spirito del Gioco (SOTG - Spirit Of The Game) è la base teorica, l'ossatura, sulla quale è concepito il regolamento dell'Ultimate. Costruire il regolamento di uno sport partendo dal concetto di fairplay - in senso lato - è già di per sé una rivoluzione copernicana a livello non solo sportivo ma interdisciplinare; pensare a come lo SOTG potrebbe essere parte della vita tutti i giorni, forse, è voler costruire un'utopia ma, anche fosse, proprio in quanto utopia, rappresenterebbe un orizzonte di profondo significato per la vita di ogni giorno.

Pensando allora allo SOTG in questa sua Giornata Internazionale, che nasce con l'obiettivo di incoraggiare la discussione dei temi sullo Spirito e l'organizzazione di eventi formativi e promozionali sull'Ultimate, mi ha molto incuriosito notare come le voci dello SOTG sembrino concretizzazioni dei pensieri elaborati dalla Mindfulness, una tecnica psicologica di meditazione che si dimostra efficace per la sua semplicità e per la focalizzazione dell'intervento sul momento presente.

I giocatori devono conoscere le regole.
Essere ragionevoli e leali.
Spiegare il proprio punto di vista chiaramente e velocemente.
Permettere agli avversari di parlare e risolvere la discussione nel minor tempo possibile.
Usare un linguaggio rispettoso.

Nel modo di presentarle, nel loro aspetto formale, queste regole evocano essenzialità e durezza, ma i loro significati aprono a dimensioni di gentilezza e purezza. Già qui, nascono i primi paradossi sportivi. Ma anche le sfide. Nel voler unire questi principi alla pratica sportiva agonistica, incoraggiando l'agonismo e la performance, risulta automatica la funzione pedagogica dell'esercizio e della gara, del contesto di gruppo, che sostengono la responsabilità dell'apprendimento.

Allora, la cosa che sicuramente hanno in comune il SOTG e la Mindfulness, è l'attenzione al momento presente e il comportamento dell'individuo durante quel momento.
"Mindfulness significa prestare attenzione, ma in modo particolare:
a) con intenzione**": ci deve essere una volontà nel rispettare lo SOTG, nel decidere di aderire al sistema normativo indicato dalla comunità sportiva di riferimento. Aderire alle regole significa condividerne i valori, i fini, la ripartizione delle responsabilità.Tutte caratteristiche proprie anche dell'appartenenza a un gruppo;
"b) al momento presente**": nella gestione delle chiamate ogni giocatore ha poco - ma sufficiente - tempo per respirare, spiegarsi, chiedere il punto di vista dell'altro, ascoltarlo, considerare il confronto e fare la chiamata (BE CALM Strategy***). Le regole vogliono che si arrivi a una decisione entro un tempo massimo di quindici secondi. Il momento presente. Aderire alle regole e impratichirsi sulla gestione dei momenti di conflitto aiuta a rispettare i tempi di gioco e agevola i processi di chiarimento tra i giocatori;
"c) in modo non giudicante**": non vi sono figure terze alle quali è demantata la gestione delle decisioni sul regolamento, quella responsabilità è equamente divisa sui 14 in campo e sulle squadre contendenti in generale. L'applicazione di una regola non sarebbe possibile nei termini previsti se avvenisse sulla base di preconcetti, giudizi personali, visioni campaniliste. Al di là delle ovvie critiche - è infatti un dato oggettivo che l'andamento della partita subisca interventi a causa della "parte umana", i giocatori non sono robot - è indubbio l'effetto arricchente che l'approccio imparziale ed equalitario alla gara riversa su ognuno dei presenti in campo. Ma, se letto dal punto di vista della Mindfulness, oserei dire quasi curativo.

Lo SOTG e l'Ultimate forse non cambieranno il mondo, forse, ma potrebbero aiutare a vivere meglio?



* http://spiritofthegameday.org/
** http://www.mindfulnessitalia.it/cose/
*** http://www.wfdf.org/sotg/about-sotg/77-be-calm-strategy

sabato 19 agosto 2017

Amichevole Custoza - Discover

In giallo i Discover, in nero il Custoza.
Nata quasi per gioco dall'incontro di uno degli allenatori con il gruppo dei giovani di Custoza, dal nulla è stata organizzata la prima amichevole di Ultimate che la storia abbia visto tra una squadra di Custoza (frazione di Sommacampagna, VR) e i Discover, la squadra di Ultimate di Verona.
Durante il grest estivo di Custoza infatti, ecco comparire già due anni fa i primi frisbee, che per lungo tempo sono stati usati come giochi per disegnare divertenti parentesi nell'aria delle colline e del parco aquatico, ma che poi, nel tempo, hanno incuriosito sempre più grandi e piccolini iniziando ad essere richiesti anche durante i giochi preparati per il grest o nei momenti di svago tra un'attività e l'altra.
Quindi la svolta: durante una gita di formazione per gli animatori del grest ad inizio luglio, nel momento libero prima della cena, il parcheggio della casa sperduta nei campi è diventato il campo per una partita di allenamento che usava regole semplificate; il campo era un rettangolo di 40 metri per 10 circondato da due file di platani enormi, in discesa e con sassi grossi come mele. Ma la sensazione è stata incredibile! Dal niente la voglia di provare questo sport ha trasformato un momento di gioco in una prestazione, estremamente divertente ed equilibrata, con l'osservazione e la direzione della partita (spiegazione delle regole, gestione dei falli...) da parte di Luca F., giocatore dei Discover ma anche coordinatore del grest di Custoza.
Il giorno dopo l'esperienza è stata ripetuta, nello stesso parcheggio, con gli stessi disagi, ma con più intensità, riuscendo anche a impostare qualche accenno di semplice schema di attacco.
Non è passato molto ed i ragazzi di Custoza hanno imbastito una squadra, hanno lanciato una sfida alla squadra dei Discover e, dopo alcuni allenamenti specifici di preparazione, il 27 luglio scorso, sul campo sportivo di Custoza, si giocava la partita Custoza contro Discover, nella quale i ragazzi della neonata squadra hanno dato prova di un gioco decisamente fluido e fisico che, pur vedendoli uscire sconfitti, ha lasciato tutti di stucco per la passione e la voglia messe nel gioco.
Il commento alla partita, che è però un pensiero su questo fermento in seno alla comunità di Custoza, riguarda la sorpresa e la gioia sui volti di tutti alla fine delle tre partite disputate (una ufficiale con rivincita e la terza a squadre miste), l'impegno dei Discover nel mostrare come si giochi ad Ultimate a dei ragazzi che hanno espresso questo desiderio ma anche le stupende azioni e i flussi condotti dai giovani guidati dalla propria passione e dall'adattamento delle tattiche apprese ognuno nel proprio sport.
La storia dell'Ultimate a Custoza prosegue!

sabato 21 dicembre 2013

Spocial: Sport & Social



Vi presentiamo la traduzione dell'articolo Spocial Revolution: The Ultimate Frisbee - More than just a flying disc, pubblicato su The Alternative.


Spocial Revolution: L’Ultimate Frisbee – Più di un disco volante

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di unire le persone in un modo in cui poche altre cose riescono a fare.
- Nelson Mandela

Per la prima volta nella mia vita mi sono fatta degli amici non perché mi è successo di nascere nello stesso anno come loro, ma perché abbiamo visto tutti la bellezza nelle stesse cose, persone che pensano di poter praticare uno sport che la gente nemmeno conosce semplicemente perché lo amano, che fanno le cose per passione e per se stessi.
Era l'estate del 2012, avevo appena concluso l'esame di 12° grado (una specie di maturità, in India, necessaria per poter accedere all'università, n.d.t.) e come molti altri ragazzi della mia età passavo la giornate così: sveglia tardi, colazione esagerata, ore di televisione o computer e fuori la sera, e Bangalore essendo Bangalore, rendeva difficile trovare attività più divertenti dell'uscire a bere.

A scuola feci amicizia con un gruppo di ragazzi che arrivavano la mattina madidi di sudore ma sembrava che questo non gli importasse, parlavano di "difesa in tuffo", "spari" e "hammer". Mi dissero che non avrei voluto saperne, parlavano di Ultimate Frisbee. All'inizio pensavo a che razza di nome fosse “Ultimate”, nessun altro sport aveva un nome così ridicolo. Immaginate l'Amazing Cricket, o il Fabulous Basket. E poi, frisbee? Tutto quello che sapevo di frisbee era giocare con il mio cane o se proprio qualche lancio con mio padre a Cubbon Park. Dicevo, non provate a raccontarmi che il frisbee è uno sport! Il calcio è uno sport! Il frisbee? Stai scherzando...

Ma loro non provarono a difenderlo. Avevano troppe conversazioni del genere con troppe persone a cui era sconosciuto.

Una mattina, mi successe di svegliarmi molto presto e non avere niente da fare, così pensai di andare a fare una sorpresa ai miei amici che giocavano a Kanteerava e portargli la colazione. Arrivai laggiù e vidi 25 ragazzi e ragazze, tutti tra i 15 e i 35 anni, a "fare dei lanci".
Uno dei miei amici mi vide e subito non capì la mia sorpresa. Pensò che fossi andata lì per giocare. Prima che potessi dire qualcosa venni trascinata da uno degli allenatori in seconda, Clifford. Dopo alcuni minuti stavo lanciando con un'altra ragazza e stavo apprendendo le differenze tra dritto e rovescio, tra piede perno e passi. Ma rimanevo scettica.
La partita iniziò. Cinque ragazzi e due ragazze per squadra schierati sulle rispettive linee di meta che all'improvviso si trasformarono in un mucchio di persone che lanciavano un frisbee a caso tutt'intorno, sebbene in giocate impegnative e mettendoci tutto quello che potevano.

Ma poi capii che fintavano sui propri difensori, riuscivano ad anticipare chi li marcava e scattavano attraverso il campo non in un caos disordinato ma seguendo strategie pianificate. Saltavano alti e compivano prese spettacolari, facevano lanci che coprivano mezzo campo con una precisione sorprendente mentre i loro compagni allungavano il passo per ricevere in meta. E’ stata una dimostrazione così affascinante di atleticità che non riuscivo a distogliere lo sguardo.

Due cose mi colpirono.
Era la prima volta che vedevo maschi e femmine giocare insieme nella stessa squadra. Specialmente in India, i ragazzi praticano tutti gli sport, le ragazze, se sono fortunate, possono avere una loro divisione, come nel Basket o nel Throw ball. Da nessun’altra parte puoi vedere una squadra "mista", giocare equamente e seguendo le stesse regole, portando completamente una nuova esperienza in termini di qualità di gioco ma, più importante, giocando insieme. La parità dei sessi ne ha avuto un grande guadagno e questo mi ha elettrizzato.
La seconda cosa era il fatto che fosse auto-arbitrato. I giocatori chiamavano da soli le violazioni o i falli. Se la persona a cui era stata fatta la chiamata non era d'accordo poteva "contestare" e il gioco riprendeva da dove si era interrotto prima che il fallo o la violazione fossero chiamati.

Non è che le regole si fanno mentre si gioca, l'Ultimate ha un chiaro e preciso regolamento. E' solo che ti impegni da solo a rispettare le regole, e tutti si fidano, senza bisogno di una terza parte che curi questo aspetto. I giocatori lo chiamano Spirit Of The Game (Spirito del Gioco), ed è la più perfetta dimostrazione di sportività che io abbia mai visto.

Cose così però possono spesso risultare controproducenti: se dici alle persone di multare se stesse quando guidano senza casco la reazione è solo quella che si mettano a ridere. Ma l’Ultimate mi ha colpito perché esiste una fiducia implicita in ogni giocatore nel mantenere l'integrità della propria squadra. Fare chiamate giuste porta a te e alla tua squadra molto più rispetto che segnare un punto slealmente alla prima occasione. E questo è un sentimento che si nota in ogni singolo allenamento, partita o torneo.

Una cosa come questa è ciò che mi ha fatto tornare anche all'allenamento successivo e anche a tutti gli altri. Presto sarò anche io una fanatica di frisbee che non potrà smettere di parlare sdolcinatamente di questo sport!

In pochi mesi mi sentivo vicina a quelle 25 persone conosciute a caso a Kanteerava come ci si sente vicini ad amici che si conoscono da anni. I miei amici ora sono architetti e designer, psicologi, marinai, amministratori delegati delle più grandi compagnie indiane, agricoltori part-time o hacker, e i loro visi sono spesso la ragione per la quale mi spingo fuori dal letto nelle fredde mattine d'inverno e corro al campo.

Loro non sono solo un gruppo di persone intelligenti e sportive, sono anche alcune delle migliori che abbia mai incontrato. Il capitano della squadra di Chennai, Boon Lay, attraverso l'Ultimate incentiva i ragazzi a frequentare la scuola: si tratta spesso di studenti di prima generazione, che provengono da ambienti svantaggiati e hanno bisogno di incentivi per andare a scuola e fare bene. Ma sono pazzi dell'Ultimate Frisbee e adorano "Boon Maama". La squadra controlla i loro risultati scolastici e i ragazzi lavorano davvero sodo, perché sanno che se studiano bene Boon Maama insegnerà loro un nuovo tiro o un nuovo schema. E i loro genitori non si preoccupano più che finiscano nei casini da qualche parte. Più studiano e meglio riusciranno nell'Ultimate e maggiori saranno le chance per loro di entrare nella squadra di Boon.

Recentemente nel Campionato Nazionale Femminile di Bangalore l'intera comunità dell'Ultimate si è mossa per sponsorizzare le ragazze di Pudiyador, una ONG (organizzazione non governativa, n.d.t.) sostenuta da un pilastro dell'Ultimate indiano, Manickam Narayanan, venuta da Chennai per giocare. Queste ragazze non potrebbero mai avere nessuna possibilità di uscire dalle loro condizioni e interagire con persone nuove in una città nuova, ma l'Ultimate in questo le ha aiutate. Le ha messe di fronte al mondo come è necessario che sia perché possano poi camminare sulle proprie gambe, e ha dato loro la libertà e l'opportunità di farlo attraverso qualcosa che amano.

Questo è il tipo di amore che unisce i giocatori di Ultimate in tutto il mondo, è quel cameratismo istantaneo che sprizza dalla condivisione di qualcosa di speciale come portare ragazzi svantaggiati e studenti stranieri sullo stesso campo e fare in modo che si lascino salutandosi come migliori amici, bevendo insieme dopo un allenamento massacrante, sapendo di aver trovato qualcosa di bellissimo.

Questo è il perché io gioco. Non solo per lo sport in sé, ma anche per le incredibili esperienze che faccio mentre lo pratico - ai tornei in tutto il paese incontro molte persone interessanti che mi aiutano a migliorare ed io, nel mio piccolo, faccio la mia parte. Ma anche perché la sensazione che mi dà giocare è imbattibile. E più aumenta il numero di persone che scoprono questa gioia più questa gioia si diffonde.





Questa storia fa parte della serie Spocial Revolution, una collaborazione con SportKeeda per dare risalto agli sport in quanto strumenti verso il cambiamento sociale e le voci delle comunità sportive sugli sport come scelte nella sostenibilità.

Se hai una storia su come lo sport ha cambiato la tua vita scrivi a contribute@thealternative.in

Sushmita Azad




Traduzione Luca F.

lunedì 4 novembre 2013

Cosa fa l'Ultimate per mia figlia

Certe volte è bello concedersi ai racconti di chi vive l'Ultimate da non giocatore, perché può darne una visione ancora diversa. In questo caso è una madre a parlare, mamma di una ragazza, ma non mi dilungo.
A voi qui di seguito il link diretto al post e la traduzione ad opera della nostra redazione.

Dal post del 30 ottobre 2013, su Bay Area Disc Association



I piedi martellano il terreno e le urla dei compagni dicono "Vai! Vai! Vai! Ce l'hai!"

Mia figlia più grande sa saltare, ricevere, girarsi agilmente, atterrare sull'erba in meta e balzare tra le braccia dei suoi compagni.

Per sei anni sono stata seduta nella sideline nel caldo torrido, sotto la pioggia battente, nel vento, guardando le mie figlie giocare ad Ultimate con altri ragazzi e ragazze, figli di altrettante madri come me. Quegli stessi sei anni sono coincisi con un periodo di incredibile crescita per mia figlia, naturalmente, e hanno contribuito in maniera determinante a renderla la persona che è ora, grazie allo sport che pratica.

Ogni qual volta un genitore mi chieda cosa abbia fatto l'Ultimate per mia figlia, io dico essenzialmente tre cose: la ha dato una voce, le ha dato un fisico atletico, e le ha dato un gruppo affiatato di cui far parte.

Essendo l'Ultimate uno sport auto-arbitrato, ogni giocatore deve chiamare autonomamente i falli, o stare attento che l'avversario rispetti le linee del campo di gioco e non ecceda il conteggio; i propri compagni di squadra o l'allenatore non possono effettuare la chiamata al posto suo e lei può anche doversi trovare nella situazione di discutere la chiamata con gli avversari. Possono volerci anni per arrivare a farlo, come è stato per mia figlia. Ma quando lei alza la testa per gridare "Stall!", ci mette tutta se stessa. Ed ecco il punto fondamentale: la sua presa in carico della situazione di fronte ad una regola che è stata violata, perché questo è riconosciuto come valido ai fini del gioco. Lei e gli altri giocatori fermano il gioco, decidono se essere o meno d'accordo con la chiamata e la loro decisione conta. E non può essere respinta da interventi esterni. Anche se tutti gli altri dovessero essere in disaccordo, lei ha la possibilità di effettuare la chiamata ed il gioco può proseguire da lì o da dove è partita l'azione.

Se una ragazza desidera giocare ad Ultimate ad un buon livello però, è necessario che spenda molto tempo a lanciare, correre, tuffarsi, saltare e, in sostanza, lavorare sempre molto duramente. Potrà imparare che posizionando le dita in un certo modo sotto al disco riuscirà a disegnare le traiettorie dei lanci ora secondo una curva ora secondo un'altra. Sa che se si mantiene bilanciata sulle punte dei piedi e riesce a chiudere lo spazio di tiro durante una marcatura questo aumenta le possibilità di un handblock.
In una società che vuol convincere le ragazze a puntare solo sulla parte esteriore del corpo e sull'apparenza, l'Ultimate rappresenta un antidoto. Le spinge a riappropriarsi dei loro corpi completamente, calandosi nel gioco. E quando mia figlia più grande, ancora ragazzina ed esile, vide le ragazze della squadra del liceo scendere in campo, si espresse in un sospiro, aggiungendo "Sembrano delle tigri. Io voglio essere così." E lo erano davvero. Quella camminata arrogante e ferina, il modo in cui si disposero sulla linea di meta preparandosi per il pull... erano ragazze che nascondevano molto più di ciò che mostravano. Ed erano là per giocare.

E quelle stesse ragazze, abbracciarono mia figlia accogliendola per quella che era allora, non importava che non fosse robusta e resistente come loro. Anche i ragazzi della squadra seppero offrirle lo stesso caloroso benvenuto. Ogni competizione inizia con un cerchio nel quale i giocatori delle due squadre si stringono e ogni sconfitta viene accolta con abbracci di incoraggiamento. Ogni vittoria invece è celebrata con gioia. Lo Spirito del Gioco - quell'idea per la quale vi siano principi più alti oltre alla vittoria e per cui competere agonisticamente non vuol dire comportarsi ai limiti delle regole - funge da luce guida per i giocatori.
Le mie figlie ora giocano con ragazzini più giovani di loro ma anche con adulti e contro altre squadre studentesche. In ogni caso, è scontato che tutti loro siano considerati persone della stessa razza: giocatori di Ultimate. Queste persone sono una famiglia, di quelle famiglie forgiate da tanto lavoro, molta esperienza e più divertimento di quanto sia ragionevole pensare.

Stefani Leto
Mamma nell'Ultimate

martedì 15 ottobre 2013

Dischi!!

Sono arrivati i dischi ufficiali dei Disc'o'ver!


Dopo lunghe peripezie e grandi incertezze, ma soprattutto dopo molto lavoro e profonda fiducia, ecco concretizzarsi i simboli della nostra squadra e del nostro sport.
Questi dischi rappresentano l'aspetto più concreto dell'impegno che i giocatori e gli istruttori dei Disc'o'ver stanno mettendo per far conoscere l'Ultimate a più persone possibili; una palla va bene per fare tanti sport, ma il disco è unico.

I dischi sono reperibili presso la sede del CUS Verona in viale Università 4, Verona, oppure contattando direttamente noi della squadra qui sul blog oppure sulla nostra pagina di facebook: Discover Ultimate Verona!

giovedì 19 settembre 2013

Tocca a te! - Tocatì 2013

Ci siamo. Domani inizierà l'11° Tocatì (sul sito trovate il programma dettagliato), il festival dei giochi in strada più famoso d'Italia, ma che dico, d'Europa, macché, del mondo!!! Ok, forse non del mondo, ma lasciate che ci lasciamo prendere dall'entusiasmo!

Questo VIDEO l'abbiamo preparato per voi!

Nella nostra città, poter essere invitati ad un evento che ci presenta all'insegna dei valori che mettiamo nel nostro sport è un onore non da poco; il frisbee, inteso come disco di plastica, è uno dei giochi più diffusi e forse più conosciuti, uno sicuramente dei più spettacolari, il frisbee vola e con il volo forse esso rappresenta il collegamento di quell'aspirazione così utopica che ha mosso i pensieri e i desideri degli uomini di tutte le epoche. Lanciare un frisbee non sarà mai come lanciare un pallone.
Persone intraprendenti ci hanno costruito sopra un gioco, che con il tempo è diventato uno sport, una disciplina, e noi saremo presenti al Tocatì per farvi vedere l'una e l'altra faccia del disco, quella ludica e quella seria. Sì perché si tratta di serietà, quando una società è disposta ad investire in percorsi di crescita sportiva e individuale, quando i professori dei licei contattano gli istruttori per scoprire un nuovo sport, quando decine di ragazzi liberano il proprio agonismo su un campo e dimostrano di voler vincere, quando dei ragazzi si allenano un anno intero e si preparano al prossimo campionato italiano. Uno sport poco conosciuto non è necessariamente uno sport minore.
Giocare ad Ultimate significa essere agonisti, atleti e consapevoli di cosa vuol dire essere in campo.

Saremo presso i giardini a fianco della chiesa di San Giorgio, con l'Adige ai nostri piedi e sotto l'ombra degli alberi, pronti per farvi provare la sensazione di lanciare un disco, spiegarvi come mai l'Ultimate è così fico e soprattutto introdurre chiunque allo Spirito del Gioco.
Ecco gli orari del nostro stand:
- Sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:30
- Domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:30

Importante invece l'esibizione che terremo in piazza Viviani (ossia piazza delle Poste), Sabato sera, dalle 21:00 alle 22:00, dove potrete gustare una partita di Ultimate e lo spettacolo di Fabio Sanna ed Eleonora Imazio, campione e campionessa del mondo di Frisbee Freestyle! Mai sentito? Forse è meglio se vi anticipo un pochino di cosa si tratta, potreste pentirvi di non averlo visto dal vivo: Sanna e Imazio on Youtube. Inoltre loro saranno a disposizione per chiunque volesse provare a destreggiarsi con un disco sul dito!

E di Spirito sempre si tratta nei numerosi eventi e spettacoli che offre il resto del festival: quest'anno la nazione ospite sarà l'Ungheria, che porterà nel centro storico di Verona la sua atmosfera fatta di gioco e antiche tradizioni, offrendo l'opportunità di conoscere la cultura, le danze e le origini che la caratterizzano!

Almeno avete qualche buona scusa per non venire???

See ya!

lunedì 17 giugno 2013

Dolomites Disc Tournament 2013

Sono nero. Nel senso che oh, ho preso un botto di sole! Sì, il torneo di Trento, quest'anno giunto alla sua terza edizione, si è confermato come una delle migliori occasioni in cui sperimentare agonismo, rilassatezza e divertimento in un concentrato unico.
Decimo piazzamento per la squadra di Verona, che grazie a questo torneo ha viaggiato sicuramente verso una direzione comune, utile a tutti i nuovi innesti.
I Disc'o'ver sono partiti venerdì sera 14 giugno alla volta di Madrano, località dove erano situati gli alloggi ma soprattutto la location del welcome party, la festa di benvenuto a tema "Here come the sun", alla quale tutti i giocatori hanno sfoggiato le più improbabili mise da spiaggia: per quanto riguarda i nostri possiamo dire che non mancasse nessuna delle figure che usualmente richiamano l'idea comune di spiaggia, dal bagnino alle bagnine con i tatuaggi, dal bambino rompiscatole al venditore di cocchi, dalla signora in costume provocante al bagnante sincero. La serata ha visto grandi exploits ma il giorno dopo si giocava.
Ore 10:00 sui campi a Levico, in riva al lago con poche nuvole. Ecco il primo momento per saggiare le fatiche degli allenamenti fatti finora. La prima partita, giocata contro gli amici di Brescia, i B.u.b.b.a., ha visto una netta sconfitta per i veronesi, che dopo aver segnato la prima meta non hanno saputo ripetere quegli automatismi necessari a fluidificare il movimento del disco e quindi a trovare spiragli per impensierire la difesa avversaria. Esito negativo quindi che ha inciso negativamente sulla partita successiva, giocata contro i giovani bolognesi dei Renegades, ragazzi preparati ad alti livelli di gioco che hanno rappresentato un osso troppo duro da rodere per i veronesi. Tutta la resistenza e la tecnica messa in campo dagli avversari si sono rivelate muri troppo alti di fronte alla scarsa coesione dimostrata, mancava ancora quell'idea di squadra che successivamente sarebbe emersa con crescente forza. Le prestazioni dei giocatori più esperti e dei giovani, che con gli intercetti e le corse di Biasi e Farina garantivano apertura in attacco e recupero in difesa, erano comunque altalenanti, con tanti errori anche da parte di chi giocava da più tempo, la concentrazione era ancora da trovare; purtroppo alcuni infortuni nel corso della prima giornata hanno costretto Borchia e Pucci a saltare diverse partite, sottraendo quindi la possibilità di veder ripetuti i tagli e gli allunghi di entrambi nella domenica.
Dopo la pausa pranzo c'è stata la prima vera sorpresa del torneo per i nostri, che contro la squadra dei Barbastrej di Padova, finiti terzi nella classifica finale del torneo, perdono di un solo punto (8 a 7), dopo una partita tirata e mai scontata, dove per la prima volta hanno iniziato ad emergere i concetti studiati durante gli allenamenti ma, soprattutto, la paura del nuovo e il timore - sacrosanto - verso quello che per molti era un nuovo tipo di competizione, hanno lasciato il posto alla grinta, al bruciore delle sconfitte precedenti e alla voglia di camminare e correre insieme come squadra. Ecco quindi che i dump e gli swing (i passaggi base del movimento del disco) funzionavano, i giocatori piano piano acquisivano il senso della posizione, le direttive di Coach Rubert "Kazan" erano capite e sempre più seguite nell'azione, la gestione da parte dei capitani Nicolussi, Fratton e Conigliaro durante il gioco richiamavano la squadra ad un operato orchestrale. In questo modo ogni individualità ha potuto trovare libera espressione: importantissima questa esperienza per Rizzi, Bonfante, Garagna e Nicolussi E., le ragazze della squadra, che nell'importanza del categoria mixed hanno dimostrato di volerci essere e di poter insegnare qualcosa ai colleghi maschi.
La quarta e ultima partita del sabato si è conclusa nuovamente con una sconfitta, contro gli U.F.O., la squadra ospitante, contro i quali sono tornate a mancare la lucidità e la grinta espresse nella partita precedente.
Il bilancio del sabato quindi è stato negativo, le cause sono molteplici ma la rabbia per questo tipo di approccio deriva soprattutto dal fatto che non si trattasse di mancanza di capacità, solo dal bisogno di vincere il blocco di essere sul campo contro avversari nuovi, di capire di avere qualcosa da dimostrare anche se con una squadra giovane; il lavoro di gruppo ha perciò mirato alla condivisione di questo stato d'animo.
La sera di sabato è stata preparata dagli organizzatori insieme allo staff di Rock 'n' Goal, una festa sportiva tenuta presso i campi sportivi di Levico e dalla ricchissima offerta: cena, concerto rock con i Folkstone e schiuma party.
Domenica mattina la prima partita è stata alla 9:00, contro gli sloveni dei Komet, e qui c'è stato il cambiamento: forse era necessario, fisiologico, che come gruppo si dovesse passare da un momento di condivisione della sofferenza, per capire che senza fare veramente fatica non si sarebbe potuto dare il massimo. Ma soprattuto per capire che ognuno poteva esprimersi come sapeva fare, che gli avversari erano fatti anch'essi di carne ed ossa e che era possibile anche vincere. Dal riscaldamento tutti erano ben concentrati sul proprio ruolo, le indicazioni date ad inizio partita e l'esperienza del giorno prima erano già entrate in circolo per cui i Disc'o'ver hanno vinto con buon distacco sugli avversari vedendo realizzarsi con sempre più intensità i decisivi contributi di Brunelli nel ruolo di portatore, Berti e Scodeller, con un formidabile Torazzi, imponente in difesa; nella mattinata un dolore alla gamba ha fermato Colle, che si è rifatto con due mete importantissime nella seconda e terza partita.
Grazie alla prima vittoria del torneo i nostri hanno potuto accedere al play off, e grazie invece alla seconda vittoria, portata a casa contro i giovani Smurf, altra compagine bolognese, Verona si aggiudica la finalina per il 9°/10° posto. E se contro i "puffi" la costanza di giocare mete lunghe ma ben costruite ha portato veramente tanta soddisfazione, esperienza e consapevolezza, la finalina contro i modenesi Modena Disc, squadra con molti nuovi innesti ma di buona scuola, ha sancito la sconfitta e la decima posizione nella classifica finale.
Le considerazioni da poter fare su questo torneo sono davvero molte, l'inesperienza è stata qualcosa che la squadra ha pagato, ma il risultato del gioco costruito insieme dice chiaramente che serviva un punto d'inizio; inoltre la crescita da parte di tutto il gruppo, sia per quanto riguarda i giocatori che per quanto riguarda la direzione, è stata chiara e sofferta quel tanto che basta a farla apprezzare a pieno.
Il primo torneo della prima squadra di frisbee di Verona perciò rappresenta un punto di partenza fondamentale per il lavoro dei prossimi mesi e resta da oggi un ricordo per tutti coloro che vi hanno partecipato.

Il podio del torneo:
1° Renegades (Bologna)
2° Toohoo (Bologna)
3° Barbastrej (Padova)

Vincitori del SOTG: Extradry (Venezia)

Formazione: Berti, Biasi, Bonfante, Borchia, Brunelli, Colle, Conigliaro, Farina, Fratton, Garagna, Nicolussi D., Nicolussi E., Pucci, Rizzi, Torazzi, Scodeller. All.: Rubert M.

A breve pubblicheremo le foto sulla pagina di facebook (visibile da tutti): Discover Ultimate Verona

domenica 28 aprile 2013

Beach + Sun = Fun!

Stiamo ancora togliendo la sabbia dalle mutande perché il 25 aprile scorso i giocatori dei Disc'o'ver hanno dato spettacolo con tuffi e lanci al limite sul campo da beach degli impianti sportivi di Fumane. L'evento, organizzato dal collettivo Tre60, è stato il riscatto di una Pasquetta troppo bagnata che aveva costretto lo spostamento della data; riscatto che è stato netto e gustoso, durato dalle 14:00 circa fino a sera, con musica live, bar e campo da beach dove chiunque poteva imparare i lanci, le regole e provare la partita.
Per coloro che sono scesi in campo è stata l'occasione di cinementarsi su sabbia e il divertimento non è certo mancato: lanciarsi e atterrare sulla sabbia è un ottimo allenamento per prendere confidenza con il volo, con il tempo giusto da scegliere per intercettare tutti quei dischi che sembrano a volte irrangiungibili e per superare la paura da tuffo - che nel nostro sport non finisce in acqua.
La giornata è stata splendida e senza nuvole, un sole caldo ha davvero potuto tirare fuori il meglio di tutti su un campo da beach situato in mezzo alle montagne veronesi; a poco a poco i primi temerari si avvicinavano per prendere confidenza con il disco, gli istruttori preparavano a gruppetti i giocatori che, acquisita un'infarinatura di base, potevano scendere in campo a fianco di giocatori e giocatrici più esperti per vivere un'azione di beach Ultimate. Con sincerità possiamo dire di aver trovato grandi appassionati e ragazzi e ragazze che si sono lasciati prendere fino in fondo dallo spirito del gioco, sono stati guidati in spezzoni di partita molto belli e intensi arrivando a trovare movimenti giusti e un buon gioco. Nel finale un torneino a tre squadre ha concluso il pomeriggio sportivo aprendo le porte alla serata.
Noi tutti come squadra desideriamo ringraziare Matteo Zardini e tutta l'organizzazione dell'evento per la splendida idea e per l'occasione che ci è stata data.
State connessi per il prossimo evento frisbistico, potremmo essere nei giardini dietro casa vostra!!! (peggio dei funghi!)
Trovate le foto dell'evento sulla pagina "Discover Ultimate Verona" su facebook.

sabato 10 novembre 2012

Uau, una squadra di Ultimate a Bussolengo!

Questo è il post che presenta l'attività frisbistica nata spontaneamente a Bussolengo (VR), per mano dei ragazzi del luogo e di Alessandro Berti (anche autore del post), che dall'inizio ha curato lo sviluppo dell'attività bussolenghese, tenendo un laboratorio di Ultimate durante la manifestazione UAU - Piazza Aperta, durata dal 5 al 16 settembre.
Segue il post: 
I ragazzi di Bussolengo durante il laboratorio.

Un workshop estivo dedicato al disco, due allenamenti su un campo notturno illuminato e la presenza dei ragazzi del Cus di Verona. Se tre indizi fanno una prova, si può dire che il disco è atterrato a Bussolengo! Lo scorso settembre durante Uau – Piazza aperta, evento di undici giorni a Bussolengo, un workshop dal titolo misterioso “I segreti del frisbee”, ha avuto buon successo con diversi partecipanti. Qui hanno imparato qualche tecnica base di freestyle e hanno conosciuto l'Ultimate. Terminato il workshop le richieste di nuovi appuntamenti da parte di coloro che avevano frequentato gli incontri, diventano più di una.
"Gli amanti del disco" di Bussolengo
Il gruppo quindi si ritrova nel fazzoletto verde agli impianti sportivi a fianco del campo da softball per sfruttare gli ultimi pomeriggi luminosi ma dopo l'arrivo dell'ora solare, l'orario preserale diventa troppo buio. Nel frattempo si trova un campo da calcio a 7 e illuminato nel quartiere di Ca' Filippi, una zona all'ingresso di Bussolengo a pochi metri dalla tangenziale. Il campo è curato e gestito dal comitato di quartiere e si avvicinano curiosamente anche i ragazzini del quartiere durante il primo allenamento. Dal secondo allenamento fioccano scarpini da calcio con i tacchetti in gomma per evitare scivolate, i ragazzini del quartiere sanno già lanciare in tre dita e i ragazzi del Cus Verona vengono a portare la loro esperienza e disponibilità nella direzione dell'allenamento.

Per restare informati sugli allenamenti, che solitamente sono il mercoledì sera alle 19 presso il campo in Località Ca' Filippi a Bussolengo, segui la pagina facebook Gli amanti del disco Ultimate
Qui invece le iniziative di UAU - Piazza Aperta

sabato 27 ottobre 2012

Torneo di Mogliano Veneto e la formula "hat"

Tempo fa siamo stati invitati dal mitico Willo al suo completorneo del 21 ottobre. Quello che sta infatti diventando un appuntamento fisso per i frisbisti del nordest è un torneo hat chiamato “Un pesce di nome Chicco”, organizzato dagli Extradry di Venezia.
Un torneo hat è una gara disputata da squadre formate unicamente per quell’occasione, grazie al rimescolamento dei giocatori appartenenti ad ogni squadra o giunti sul posto singolarmente. Noi di Verona appena arrivati siamo stati ripartiti nelle sei squadre create dagli organizzatori.
La giornata è proseguita come una normale gara, ma il bello di un torneo hat (formula spesso usata nel mondo dell’Ultimate) è il coinvolgimento che tale modalità fa scaturire tra i giocatori. In un gioco in cui il fair play è la regola principale, l’idea di mescolare i giocatori ridefinendo il concetto di avversario appare come una logica conseguenza: vincere resta un obiettivo importante ma, in queste particolari giornate, il gioco stesso sembra acquisire un’importanza ben maggiore. La formula hat senza mezze misure rispecchia la dinamica educativa tra pari, puntando decisamente sul divertimento, sulla socializzazione e sull’incontro tra i giocatori: ognuno ha la possibilità di mettersi alla prova entrando in meccanismi e tempi non solo diversi per lui, ma anche per tutti gli altri; questo favorisce la trasmissione di consigli e crea occasioni di discussione e confronto che soprattutto i giocatori meno esperti e chi muove i primi passi nell’Ultimate possono trovare estremamente utili per crescere.
Il torneo di domenica scorsa è stata anche l’occasione per dare il benvenuto ai ragazzi di Trieste, alla loro prima partecipazione ufficiale, e augurargli di riuscire a creare un movimento attivo e sempre più numeroso anche nella loro città.

venerdì 5 ottobre 2012

Il miglior gioco per il miglior amico dell'uomo

Ok, i ragazzi nel video sono dei campioni; i cani nel video sono addestrati. Ma siamo sicuri che qualunque cane apprezzerebbe rincorrere un oggetto piatto che vuol solo farsi prendere!
Ecco a voi il Disc Dog: il gioco dove non esiste padrone ma divertimento interspecie!